Egregio Stato Italiano: Lettera allo stato Italiano sul possibile aumento dell’IVA

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Egregio Stato Italiano,

Vorrei esprimermi riguardo l’aumento dell’IVA di cui si sta vociferando.
Io sono un ragazzo di diciannove anni che sempre più, ormai, si avvicina al mondo del lavoro e vedere che l’economia degli italiani è in mano a degli incompetenti, egoisti e criminali come ognuno degli uomini politici da cui sei composto, distrugge ogni mia speranza di guardare all’Italia come mio nido pascoliano.
A scuola mi hanno insegnato che il nostro è uno stato assistenziale, ma la verità è che l’unica cosa che sei capace di salvaguardare sono gli interessi tuoi e di chi ti circonda; ciò che dovresti ‘assistere’ in primis è l’impresa, che è la prima fonte di ricchezza di qualsiasi stato ed è ciò che permette la dinamicità dell’economia di un paese.
Aumentando l’IVA, non faresti altro che impoverire le imprese italiane e alimentare quella spirale negativa che già da anni, tu, con questa ‘strategia’ dell’aumento delle tasse, hai causato.
Sei uno stato malato, povero, come purtroppo lo sono tanti italiani e ingenuamente continui ad aumentare le imposte credendo che questo ti permetterà di aumentare le entrate.

Non comprendi però, che aumentare le imposte significa condannare le imprese e la tua stessa economia: Le aziende in crisi evadono e licenziano, il cittadino ormai disoccupato evade anch’egli e non spende. Se il cittadino non spende l’economia si ferma, se l’economia si ferma la crisi si aggrava, e più c’è crisi più tu, ente pubblico, ti impoverisci.
La politica economica che porti avanti da anni potrebbe essere addirittura definita incostituzionale, perché ha aumentato drasticamente I disoccupati e se non mi sbaglio l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro.
E allora, per concludere, la mia domanda è:
Come posso io, diciannovenne, credere nella mia nazione, cercare di contribuire all’economia del mio stato, amare l’Italia prendendo coscienza di tutto ciò?

P.S. Lo stato aumenta le imposte, l’impresa licenzia, il cittadino disoccupato si impoverisce, il cittadino povero evade, l’evasione alimenta la criminalità organizzata, la povertà aumenta la criminalità.